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Il costo della Manodopera

Il costo della Manodopera, e soprattutto la sua modalità di calcolo, è uno degli elementi di attenzione sul quale  soffermasi in sede di sviluppo di un sistema di controllo, sia in un contesto di produzione manifatturiera sia di azienda di servizi.   All’interno della Contabilità […]

Il costo della Manodopera, e soprattutto la sua modalità di calcolo, è uno degli elementi di attenzione sul quale  soffermasi in sede di sviluppo di un sistema di controllo, sia in un contesto di produzione manifatturiera sia di azienda di servizi.

 

All’interno della Contabilità Gestionale e del Controllo della Gestione, un argomento interessante è il calcolo del costo della Manodopera, che interessa due principali aree di analisi.

Una fa riferimento al costo della manodopera in un dato periodo, sia questa la manodopera di produzione o le risorse dedicate alle funzioni organizzative come la Logistica, la Manutenzione,  l’Ufficio Tecnico etc.

Si analizza l’incidenza del costo della manodopera sulla gestione operativa (o sulle diverse commesse o sulle linee di prodotto) e di conseguenza si impostano le politiche e le strategie aziendali di gestione delle risorse umane, si decide un investimento, si dimensiona un premio di produzione alle maestranze, si valutano opportunità di delocalizzazione oppure, meglio, di reshoring.

Un’altra area di analisi è relativa alla Tariffa Oraria della Manodopera, cioè quanto “costa” all’azienda un ora (o un minuto) di un suo operaio o di un suo tecnico.  E’ un dato necessario, ad esempio, per calcolare la quota relativa al costo della manodopera sul  costo di prodotto, ottenuta appunto moltiplicando la tariffa oraria della manodopera per  il Tempo Ciclo ( o meglio, per la componente di  manodopera del Tempo Ciclo).

Il calcolo sembrerebbe banale: rileviamo da una parte i costi legati al personale, da un’altra parte le ore, dividiamo gli uni per le altre e troviamo le tariffe orarie, differenziate se vogliamo per reparti, per commessa, per linee, per categoria etc.

Tariffa Oraria = Costi del personale / Ore lavorate dal personale

L’obiettivo è capire come questa tariffa evolve nel tempo e i suoi scostamenti rispetto a uno standard previsto a budget ma in effetti, quando cominciamo a raccogliere i dati, si incontrano alcune difficoltà.

Sul fronte dei Costi:

  •      i costi che “raccolgo” attraverso la Contabilità Generale sono (in parte) indipendenti dalla quantità di ore effettivamente lavorate dalle maestranze.  Ad esempio, durante il periodo di ferie l’azienda subisce un costo ma non riceve in cambio ore, oppure mesi diversi con diverse quantità di giorni lavorativi presentano costi simili;
  •      una parte di costi della Manodopera sono differiti nel tempo: abbiamo già detto delle ferie ma lo stesso discorso vale per il Trattamento di Fine Rapporto, Tredicesima, Premio di Produzione, per la quota INAIL (evidentemente un costo della Manodopera), secondo alcuni (e noi tra questi) anche l’IRAP che è (finché non ne saremo liberati) a tutti gli effetti una imposta sulla Manodopera;
  •      quando si verificano assenze per malattia, il costo relativo ai primi tre giorni è a carico dell’Azienda e solo successivamente diventa a carico della INPS;
  •      l’imputazione dei costi degliaddetti ai diversi Centri di Costo (qualora si desideri avere questo dettaglio) richiede un notevole rigore nella gestione di spostamenti, prestiti o travasi di manodopera etc.

D’altra parte, se ci sorgono alcuni dubbi sui costi, per natura piuttosto “solidi” in quanto soggetti alle ferree leggi della rigorosa (e temibile) Contabilità Generale, sul fronte della quantità di ore lavorate i dati sono generalmente più incerti.

Innanzitutto è opportuno chiederci quali siano le ore che vogliamo porre a denominatore nel calcolo della tariffa oraria: nei fatti, non tutte le ore di presenza vengono trasformate in prodotti.

Nel caso delle industrie manifatturiere, poiché come già detto sopra calcoliamo il costo di prodotto partendo dal Ciclo di Lavorazione, è opportuno, per coerenza, calcolare una tariffa oraria che contenga al proprio interno anche le inevitabili “inefficienze”.   Sarebbe concettualmente rischioso (come talvolta abbiamo visto fare) introdurre nel Ciclo di Lavorazione eventuali correzioni legate alle “inefficienze” in quanto ci impedirebbe analisi comparative o scelte Make Or Buy o di misurazione del miglioramento.

Uno dei modelli utilizzati è quello che passa attraverso il calcolo dell’indicatore OLE : Overall Labour Effectiveness (letteralmente “Efficacia Globale della Manodopera”) .

Questo indicatore, derivato dal più noto OEE Overall Equipment Effectiveness,  si compone di tre fattori:

OLE = Disponibilità x Performance  x Qualità

La Disponibilità prende in conto le ore perse per varie perdite, in genere di carattere organizzativo e non imputabili all’operaio, ad esempio tempi persi per attese di materiali, di benestare, di istruzioni, per guasti degli impianti etc.  Potremmo dire che la disponibilità è un indicatore della capacità della organizzazione, della “line” produttiva, di dare all’operaio condizioni ottimali per produrre in tutte le ore in cui è presente.

Disponibilità =  Ore disponibili Nette / Ore disponibili Lorde

Le Ore Disponibili Nette (cioè le ore effettivamente dedicate alla produzione) sono le Ore Disponibili Lorde meno le perdite sopra indicate.  Qualora le Ore Disponibili Lorde siano significativamente diverse dalle ore di Presenza (ad esempio per gli addetti in turno che sono presenti 8 ore ma ne lavorano 7,5) questo dato deve essere raccolto e considerato per effettuare le corrette quadrature di verifica con le Ore di Presenza  in Contabilità.

 

La Performance ( Prestazione ) prende in conto il fatto che non tutte le Ore disponibili Nette vengono effettivamente trasformate in pezzi prodotti.  Ci sono microfermate non rilevabili, qualche ritardo di avvio o qualche anticipo di termine del turno di lavoro, rallentamenti legati all’addetto, etc.  Potremmo dire che la Performance è un indicatore della capacità dell’operaio di trasformare in pezzi ogni minuto di cui ha disponibilità, utilizzando per questa trasformazione il Tempo Ciclo che gli è stato assegnato . Infatti:

Performance = Pezzi prodotti x Tempo Ciclo / Ore disponibili Nette

Ovviamente, il Tempo Ciclo considerato, deve essere quello relativo alla Manodopera, cioè deve tenere conto di eventuali abbinamenti (un operaio segue più macchine, oppure più operai seguono una macchina)

 

La Qualità prende in conto il fatto che non tutti i pezzi prodotti sono pezzi “buoni”.  Per fortuna questo indicatore, con i sistemi e le metodologie di Controllo di Processo e di Assicurazione di Qualità è oggi prossimo ad 1, se così non è deve essere indagato e calcolato:

Qualità = Pezzi Buoni prodotti / Pezzi prodotti

E’ evidente che la raccolta precisa e diffusa di questi dati può essere impegnativa e questo è il motivo per cui stanno diffondendosi sistemi informatizzati di raccolta dei dati di presenza e di produzione, generalmente integrati con i Sistemi Informativi di gestione della Produzione e di Controllo.  E’ altresì ovvio che poiché il OLE si basa sui Tempi Ciclo (come pure la valorizzazione del prodotto), questi devono essere stabiliti con la corretta metodologia e mantenuti aggiornati, il che non è scontato.

 

Sulla base di molte esperienze di casi reali, siamo giunti alle seguenti linee di azione:

  •      istituire una verifica del costo della manodopera nel periodo (generalmente trimestrale o semestrale) e analizzare l’eventuale scostamento rispetto a un valore standard definito a budget, parametrato rispetto a qualche driver quantitativo (fatturato, driver quantitativi di produzione, etc.).  L’obiettivo è quello di monitorare eventuali scostamenti significativi della struttura dei costi aziendali.  Sussistono le problematiche citate innanzi ed è quindi necessario avere sistemi e strumenti in grado di gestire i ratei (previsionali) dei costi non ancora contabilizzati. Per fortuna in questo siamo supportati generalmente da efficaci Sistemi Informativi;
  •      definire una Tariffa Oraria Standard di Manodopera (che può essere differenziata per ruoli e mansioni o per tipologia di lavorazione, secondo le diverse esigenze), calcolata su valori di budget di costi globali e ore sviluppate (le quali derivano dal budget di produzione tempificato attraverso i Cicli di Lavorazione), corretta attraverso un valore di OLE definito a budget.  Questa tariffa viene impiegata per le preventivazioni e le offerte e per la valorizzazione dei prodotti;
  •      controllare in modo preciso e continuo l’indicatore OLE e utilizzare gli strumenti del miglioramento continuo per ridurre le perdite ed avvicinare così la Tariffa Oraria che considera le disefficienze  alla Tariffa Oraria Teorica che si avrebbe se tutte le ore di presenza diventassero prodotti buoni.

 

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A cura di Giacomo Auxilia  – Euteco, Consulente Affiliato Simpresa